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Da sempre, gli studenti che finiscono le scuole superiori pensano di non avere molta scelta se non quella di cercare un lavoro o proseguire gli studi in università. Esistono molte altre alternative che spesso non vengono presentate durante le giornate di orientamento post-diploma. Tra queste ci sono gli Istituti Tecnici Superiori (ITS).

Gli ITS sono dei percorsi di formazione validi e paralleli all’università che hanno una durata di 2 o 3 anni. Essi sono stati ideati e realizzati appositamente per risolvere le esigenze delle imprese che richiedono specifiche competenze tecniche e per ridurre la disoccupazione giovanile, una tematica molto diffusa in tutto il nostro Paese. La particolarità di questi Istituti è che il percorso di studio è creato ad hoc per ciò che le imprese richiedono in termini di competenze e i programmi vengono modellati sulla base di un dialogo continuo tra gli istituti e le aziende.

Da quanto riporta https://www.tortuga-econ.it/, piattaforma di studenti, ricercatori e giovani professionisti in campo economico al servizio delle istituzioni che attraverso partnership, focus e analisi affrontiamo i temi della politica e dell’economia, per influenzare il dibattito pubblico e cooperare con policy makers e portatori di interesse. Essi credono che questo dialogo e modellazione specifica del piano di studi manca nelle scuole tradizionali e crea un disallineamento tra le competenze che gli studenti acquisiscono sui banchi e quelle che invece le imprese vorrebbero.

La connessione tra formazione e lavoro è così forte in queste realtà che il 50% degli insegnanti arriva dal mondo del lavoro, mentre il 30% delle lezioni è fatto direttamente nelle imprese sotto forma di stage, così da garantire un’integrazione immediata e completa alla fine del percorso formativo. Il risultato? Secondo i dati del MIUR, l’80% degli studenti che frequentano un ITS trovano lavoro entro un anno dalla fine degli studi e il diploma che ottengono ha valenza in tutta Europa.

All’interno degli ITS le parole d’ordine sono innovazione e futuro. Infatti i percorsi formativi per gli studenti sono tutti per la formazione e l’integrazione all’Industria 4.0: efficienza energetica, mobilità sostenibile, nuove tecnologie per il Made in Italy, nuove tecnologie per la vita, tecnologie dell’informazione e della comunicazione e tecnologie innovative per i beni e le attività culturali e il turismo.

Gli Istituti Tecnici Superiori (ITS) trattano di un sistema che funziona e che però, purtroppo, è ancora poco conosciuto. Infatti ogni anno gli studenti iscritti sono molto meno rispetto alle università. Ad esempio nel 2019 se ne contavano solo 3367 nei 103 ITS presenti sul territorio nazionale. In ogni caso il modello è virtuoso, moderno ed efficace e sicuramente in continua espansione.