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15 Dicembre 2020

In diretta streaming sulla nostra pagina Facebook il dibattito costruttivo sulla normativa ITS; hanno preso parte molti ospiti importanti: il Vice Ministro MISE On. Stefano Buffagni, l’On. Valentina Aprea, l’On. Angela Colmellere, l’On. Paola Frassinetti, l’On. Niccolò Invidia, l’On. Serve Soverini, l’On. Gabriele Toccafondi, la Ministra dell’Istruzione On. Lucia Azzolina, dibattito introdotto e moderato da Alessandro Mele, Presidente dell’Associazione Rete Fondazioni ITS ITALIA.

Dopo 10 anni di sperimentazione ITS, oggi ci ritroviamo con un modello formativo integrato tra agenzie educative ed imprese. Un modello di successo, che forma giovani professionisti altamente specializzati e che corrispondono perfettamente ai profili maggiormente ricercati dalle aziende.

C’è un problema di comunicazione, però, una visione distorta che, tramite lavoro ed impegno, stiamo cercando di sradicare dalla convinzione moderna.

I percorsi ITS non sono conosciuti, e anche la denominazione Istituti Tecnici Superiori non aiuta a cogliere il valore dell’offerta formativa per chi si trova a dover scegliere quale percorso intraprendere dopo le scuole superiori. Considerati come un prolungamento di istituti tecnici, molti giovani studenti, ancora dubbiosi ed indecisi sul futuro, preferiscono iscriversi all’Università ed intraprendere un percorso generico. Il risultato è poi anche un drammatico tasso di dispersione universitaria.

L’Italia ha il dovere di investire negli ITS che sono, per ora, gli unici Istituti in grado di rispondere alla domanda di disoccupazione nel Paese e alla carenza cronica di tecnici specializzati.

Dobbiamo cogliere l’opportunità di formare figure professionali in linea con le richieste di mercato. Come? Investendo maggiormente nella comunicazione e lavorando a stretto contatto con le aziende, coinvolgendo esperti e permettendo l’esperienza diretta sul campo.

Il Ministro dell’Istruzione On. Lucia Azzolina ha ribadito come gli ITS siano una priorità e che la scelta di investimento di più di 2 miliardi proposta sul Recovery Fund è proprio per il riconoscimento degli ITS come risposta per la ripartenza del paese, considerata la necessità di investire in capitale umano.

Abbiamo la possibilità di formare figure che non ci sono in italia, ma che sono altamente ricercate.

Il prossimo passo sarà orientare ed aiutare gli studenti nella scelta della professione e dare una spinta propulsiva al settore ITS, aumentando il numero dei corsi più che delle fondazioni (attualmente 104) e quindi degli allievi.

Le nostre sfide per il 2021?

Investire su sedi e laboratori, intervenire sulla legislazione ITS, maggiore coinvolgimento delle aziende e attrazione di nuove risorse per arrivare pronti alla sfida del Recovery Plan.

Opportunità di collaborazioni internazionali? Non vediamo l’ora di poter ricominciare.